L’anatomia di un multirotore: i suoi componenti

Anatomia Di Un Multirotore: I Suoi Componenti - ProjectEMSSe volete comprendere meglio quali sono i componenti principali dei multirotori questo è l’articolo che fa per voi. Allo stesso modo è adatto per chi si approccia per la prima volta all’argomento e desidera comprendere quali componenti gli servono per iniziare ad assemblare un multirotore in maniera autonoma. Tuttavia contiene un’introduzione generale all’argomento e non un elenco di componenti specifico, se desiderate qualcosa di “più guidato” provate a visitare questo articolo.
Diverso tempo fa avevamo scritto un articolo simile a questo per un noto sito di elettronica, se desiderate leggerlo questo è il link.

Frame

Il frame è il telaio del vostro multirotore. Il telaio principalmente determina la grandezza del mezzo ed il numero di motori che esso avrà. Quando progettate un multirotore cercate di comprendere per quale utilizzo avete intenzione di impiegarlo. Se volete portare in volo una Canon 5D probabilmente un telaio di classe 250 con quattro motori non sarà adatto al vostro scopo. Allo stesso modo se desiderate fare volo acro e non avete necessità di portare in aria nessuna camera, forse il telaio di un S1000 con otto motori potrebbe essere un po’ esagerato.

La classe del telaio, le misure
Le classi più comuni di telai per multirotori sono illustrate nel seguente elenco. A fianco di ciascuna classe sarà compresa una piccola spiegazione e/o un esempio generico a puro scopo “illustrativo”.
250 – Sono compresi in questa classe tutti i multirotori di diametro vicino ai 250mm. Ideali per gare fpv, facili da trasportare, dal costo ridotto. Rientrano in questa classe anche alcuni multirotori “giocattolo” con motori a spazzole (brushed).
350 – Facili da trasportare, diversi multirotori di questa classe riescono a portare in volo GoPro+Gimbal. Appartiene a questa classe il famoso Phantom della DJI. Diametro vicino ai 350mm.
450 – Poco più ingombranti dei 350, i multirotori di questa classe provengono soprattutto da Kit assemblati autonomamente. Diametro vicino ai 450mm.
550/650 – Queste due classi solitamente permettono di potersi destreggiare agilmente nella costruzione di un esacottero, e con la dovuta scelta dei motori diventa più plausibile portare Payload più consistenti di una GoPro. In questo range di classi troviamo il famoso esacottero F550. Il diametro varia tra circa 550mm e circa 650mm.
800/900/1000 – I multirotori più famosi appartenenti a queste classi sono l’S800, S900 e S1000. Tutti e tre multirotori DJI. Ma è ovviamente possibile assemblare da se’ multirotori delle stesse classi. Nella maggior parte dei casi si tratta di esacotteri oppure ottacotteri e si presentano come soluzione ideale per PayLoad consistenti, come ad esempio camere come la Canon 5D. Il loro diametro varia tra gli 800mm circa e i 1000mm (un metro) circa.
[NB: è evidente che stiamo ancora scrivendo per approssimazioni, è però necessario dare alcune basi per poi approfondire. L’articolo è pensato anche per coloro che non hanno mai assemblato un multirotore e non possiedono ancora le basi]

Il frame, la costruzione, i materiali e le vibrazioni
Diversi moderni autopiloti per multicotteri non vanno d’accordo con le vibrazioni, per essere più precisi, un eccesso di vibrazioni disturba gli autopiloti che fanno uso di accelerometri. Un eccesso di vibrazioni può portare a comportamenti non desiderati, ed in alcuni casi le stesse rischiano di essere trasmesse alla camera creando il cosiddetto effetto “jello”. Diventa quindi importante scegliere frame che trasmettano poche vibrazioni, oppure appositi sistemi di “vibration damping”/”dirty & clean”. In particolare ci sentiamo di consigliare frame in carbonio ed in alluminio, e di acquistare frame in PCB e in plastica solo se si è sicuri della loro effettiva  “buona costruzione”. I frame che più danno problemi di vibrazioni sono cloni mal costruiti di frame ben conosciuti rivenduti da sottomarche. Se avete già scelto che userete un’autopilota con software Arducopter e volete approfondire il discorso vibrazioni, potete leggere questo articolo.

I motori


Brushless Motor ProjectEMS
Ora parleremo di alcune caratteristiche dei motori che potranno aiutarci a comprendere meglio il loro funzionamento.
Le variabili e le cose da scrivere sono tante, tratteremo in questo paragrafo ciò che riteniamo più importante per approcciarsi per la prima volta all’argomento.

Brushed, ovvero con le spazzole. Sono i motori che solitamente vengono montati sui multirotori dallo scopo ricreativo e/o di piccola taglia. Degli esempi sono: Cheerson CX-10, Syma X-1, Hubsan X4 H107C, Parrot AR Drone 2.0.

Brushless, ovvero senza spazzole. Sono i motori che solitamente vengono montati sui multirotori professionali o semi professionali. In commercio esistono diverse tipologie di motori Brushless. Multirotori come il Phantom 2, il DJI S1000, l’Iris + della 3DR, montano motori Brushless.

Approfondiremo di seguito alcuni dettagli riguardanti i motori Brushless.

Parliamo subito di KV. I KV sono gli RPM per volt, ovvero il numero di giri al minuto che può fare quel motore per ciascun volt senza alcun carico. Ovvero se un motore ha 935KW, allora con un volt potrà fare 935 giri in un minuto, a patto che non ci sia nessun carico su di esso (teoricamente parlando).
Si tratta di un valore teorico, ma utile per comprendere quale motore fa al caso nostro.
Una volta montata un’elica ed attaccato il motore ad un telaio, il valore finale di RPM sarà ovviamente differente, ripetiamo i KV sono un valore teorico, molto utile però come indicatore.

Nella maggior parte dei casi motori con valori molto alti di KV si usano con eliche piccole e bassi voltaggi, motori con valori di KV molto bassi si usano con eliche grandi e voltaggi più alti (In realtà ci sono molti altri fattori da considerare, ma questo assunto può essere una base di partenza).
Questa è ovviamente un’approssimazione, ma può aiutare ad introdurvi a questo concetto.


Dopodiché parliamo di A max, ovvero del numero massimo di Ampere che un motore può richiedere quando portato al suo “limite massimo”. Partiamo dal presupposto, non sempre corretto, che almeno una volta il vostro motore dovrà toccare il suo “limite massimo”. In quel caso richiederà il numero massimo di Ampere riportato dal costruttore. Diventa quindi importante scegliere bene ESC e batterie: devono essere in grado di supportare la richiesta di Ampere.

Ed infine parliamo di thrust, ovvero quanto peso può sollevare un certo motore con una certa elica. Questo è un dato che nella maggior parte dei casi è possibile trovare sul sito del costruttore. È ovviamente un dato che riguarda motore + elica + voltaggio della batteria.
Ipotizziamo di avere un motore che ha un max thrust di 800g con un’elica da 10″ e batteria 3S. Ipotizziamo di dover costruire un quadricottero.

800g di max thrust X 4 motori = 3200g di max thrust totali.

Però stiamo parlando di max thrust. Quindi dobbiamo dividere il tutto per due.

3200g/2= 1600g

Sappiamo ora che il peso massimo al decollo del nostro multirotore potrà essere di massimo 1,6kg.
Viene sempre calcolato il 50% del max thrust per permettere al multirotore di alzarsi in volo con la giusta manovrabilità, e per evitare di sforzare eccessivamente i motori.
Nella maggior parte dei casi, diminuire il peso al decollo rispetto al 50% calcolato porta ad una durata di volo maggiore.

Quanto scritto precedentemente è un’approssimazione, ma è utile per comprendere le basi riguardanti questo aspetto. In seguito consiglieremo altri articoli che parlano dei motori, ed infine parleremo di eCalc.ch, uno strumento che potrà aiutarci ad eseguire calcoli e progettazioni più precise.

Ci sono altre informazioni utili a riguardo dei motori che dovrei sapere? Si, ce ne sono moltissime, e per ora abbiamo “parlato” molto per approssimazioni. Le informazioni a questo riguardo sono davvero molte, ed è necessario studiare a fondo il funzionamento di questi motori e le sigle legate ad essi per poterne sfruttare il pieno potenziale.

Lo scopo di questo mini paragrafo è quello di introdurvi a tutto ciò. Se volete approfondire l’argomento vi consigliamo alcuni articoli:
Discussione Italiana su come scegliere un motore Brushless
I KV
Brushed, Brushless, InRunner, OutRunner
Brushless motor

Ridondanza dei motori

Probabilmente avrete già sentito parlare dell’argomento. È risaputo come diversi esacotteri sono in grado di continuare il volo anche in seguito alla perdita di funzionalità di un motore. Abbiamo dedicato un articolo all’argomento, per approfondire vi consigliamo di leggerlo, contiene molte più informazioni di quelle inseribili in un semplice paragrafo.

Le eliche

Possiedo un quadricottero di 1,4KG e volo con dei motori da 935KV, delle Li-Po 3S e delle eliche da 10″ con pitch 4.7. Come mai ho scelto proprio le eliche da 10″ con pitch 4.7? Cosa significa 10″ con pitch di 4.7? Lo spiegheremo qui di seguito.

I consigli del costruttore
In diversi casi il costruttore del motore consiglia un determinato tipo di elica e la tensione della batteria. Affidandosi ai consigli del costruttore la progettazione può risultare semplificata. In genere i dati riguardanti elica e tensione delle batterie sono raggruppati con i dati di thrust precedentemente menzionati.
Nella maggior parte dei casi quanto suggerito dal costruttore non solo aiuta la progettazione, ma permette di evitare diversi errori. Esistono anche altri metodi per comprendere quali eliche usare, in seguito dedicheremo un paragrafo ad eCalc.ch.

Il diametro
Il diametro di un’elica per multirotori è generalmente espresso in pollici, in Inglese “Inch”, ed il simbolo con il quale vengono rappresentati è “.
Un elica da 10” sarà un elica di diametro di 10 pollici.

Il pitch
Il pitch delle eliche può essere indicato in Italiano con le parole passo o inclinazione.
Il pitch indica quanto l’elica si muove attraverso l’aria in seguito ad una singola rivoluzione del motore (ovvero in seguito ad un giro completo dell’elica).
Tuttavia l’indicazione pitch delle propria eliche andrebbe presa solo come linea guida teorica siccome nelle applicazioni della vita reale entrano in gioco moltissimi fattori che influenzano tutto ciò (il materiale dell’elica, la sua condizione di uso, la densità dell’aria di quella giornata, ecc).
Quindi, il pitch è solo un valore teorico, ma è utile abbastanza per poter scegliere correttamente le eliche desiderate per il proprio multicottero.

Una scelta importante
La scelta delle eliche, dei motori e delle batterie è una scelta importante. Questa scelta determina il tempo di volo, la capacità di carico e la velocità di crociera di un multirotore. Inoltre se fatta in modo errato può portare a sovraccaricare e/o danneggiare una delle parti precedentemente menzionate e quindi sfociare in conseguenze assai spiacevoli.
Controllate sempre i dati forniti dal costruttore, ed in caso di dubbi o di progettazione avanzata, scendete fino a fine articolo e leggete il paragrafo dedicato ad eCalc.ch.

Le ESC, dette anche regolatori

ESC ProjectEMS
Gli ESC, a volte chiamati in lingua Italiana “regolatori”, sono quella parte che collega la Flight Control Board (o centralina) ai motori. Visivamente si presentano come un insieme di cavi nella cui parte centrale è posizionata una scheda elettronica, oppure un contenitore appositamente sagomato contenente la stessa. Ne esistono svariate tipologie, possono contenere un diverso Firmware e l’amperaggio permesso cambia da modello a modello.

Opto – Non Opto(BEC/UBEC)
Solitamente le ESC possiedono 3 cavi che si interfacciano con la Flight Control Board, un cavo positivo, un cavo negativo, ed un cavo di segnale.
Il cavo positivo solitamente viene utilizzato per alimentare la Flight Control Board stessa o alcuni dispositivi elettronici correlati.
La ESC più comuni possiedono al loro interno un circuito detto BEC/UBEC che permette di generare questa corrente in uscita.

Le ESC OPTO non possiedono questo BEC/UBEC e non hanno 3 cavi che si interfacciano con la Flight Control board, ma solo un cavo negativo ed un cavo di segnale.
Le ESC OPTO vengono preferite sopratutto nei casi in cui è necessario ridurre il “rumore elettromagnetico” al minimo. Non possedendo il cavo positivo, quello che fornisce corrente, creano meno disturbi a componenti quali antenne, magnetometri, etc.

Amperaggio
L’amperaggio delle ESC deve essere adeguato al motore scelto. Esistono alcune regole per dimensionare correttamente le ESC, tuttavia il metodo più semplice è il seguente:

Se avete, per esempio, un motore che richiede 15A MAX, scegliete una ESC che possa supportare qualche A in più. Per esempio una ESC da 20A sarebbe corretta.
Un altro esempio è: se avete un motore che chiede 22A MAX, una ESC da 30A può supportarlo a pieno.

Quindi scegliete delle ESC che possano supportare una corrente (A) maggiore rispetto a quella massima del motore.
La richiesta massima di corrente del motore è possibile trovarla tra le specifiche fornite dal costruttore del motore stesso.
Quella appena esposta è una regola generale. Tuttavia esistono delle eccezioni. Continuando a studiare questi argomenti vi accorgerete che in alcuni casi è possibile non applicare questa regola. Tuttavia resta una regola valida per la maggior parte dei casi.

Firmware
Nella maggior parte dei casi potete decidere di non occuparvi di questo argomento e semplicemente lasciare installato il firmware con il quale le ESC “nascono”, ovvero quello pre caricato dal costruttore.
Se siete utenti esperti e siete interessati a performance elevate, potete informarvi a riguardo dei firmware BLHeli e SimonK.

La power distribution board

La power distribution board è quel componente che distribuisce la corrente alle ESC e/o alla Flight Control Board. Può essere fisicamente una “board” oppure può essere sostituita con degli appositi cablaggi. In alcuni casi può contenere anche un regolatore di voltaggio per alimentare camera, servomotori aggiuntivi etc.
Quando si sceglie un metodo di distribuzione della corrente, che si tratti di una “board” nel vero senso della parola, o di un apposito cablaggio, è importante che sia correttamente dimensionato per gli ampere richiesti dal nostro multirotore.
Per esempio, se il nostro multirotore chiede massimo 60A, sarà necessario utilizzare una board adatta. Per comprendere se la board è adatta o meno fate riferimento alle caratteristiche riportate dal costruttore della board stessa.

Power Distribution Board
Power Distribution Board ProjectEMS
Insieme di cavi dedicato alla distribuzione della corrente (sostituiscono la Power Distribution Board)
Cavi Distribuzione Corrente ProjectEMS

Le batterie

L’argomento batterie è un argomento importante. Nella maggioranza dei casi, sui multirotori, vengono usate le batterie Li-Po. Abbiamo scritto un articolo dedicato solo a questo argomento sul questo blog. Quindi al preferiamo rimandarvi direttamente all’articolo in questione.

La Flight Control Board, detta anche centralina

La Flight Control Board secondo alcuni appassionati rappresenta il “cuore” o il “cervello” del multirotore. Sarà infatti la Flight Control Board a determinare il comportamento in volo del vostro multirotore. Tramite essa potrete impostare le modalità di volo e tutti i parametri relativi al multirotore.
Attualmente sul mercato esistono diverse Flight Control Board. Qui di seguito ne elenchiamo alcune tra le più comuni, tuttavia sappiate che in commercio ne esistono molte altre.

CC3D – Traducendo quanto scritto sul sito ufficiale:
“La CopterControl e la CC3D sono una soluzione hardware all-in-one per la stabilizzazione del volo che permettono di ospitare il firmware OpenPilot. Permettono di volare con diverse configurazioni, dall’ala fissa all’ottacottero, e vengono configurate e monitorare tramite il software OpenPilot Ground Control Station (GCS).
Nel 2012 l’originale Board CopterControl è stata abbandonata a causa della mancanza di disponibilità degli appositi giroscopi, la board è stata quindi revisionata e rilasciata con dei nuovi giroscopi che sono meno influenzati dai cambi di temperature. La nuova “revisione” si chiama CC3D, al di la del singolo sensore cambiato è identica all’originale CopterControl.”
MultiWii – Traducendo quanto scritto sul sito ufficiale:
MultiWii è un general purpose software adatto a controllare multirotori radiocomandati.
Attualmente può utilizzare vari tipi di sensori, ma inizialmente è stato sviluppato per supportare i giroscopi e gli accelerometri della console Nintendo Wii.”
E’ possibile trovare in vendita su diversi store online diverse tipologie di Board adatte ad ospitare il software MultiWii. Le stesse board per “comodità” vengono chiamate MultiWii+Nome versione.
APM 2.5 – E’ il fratello minore di PixHawk. Cronologicamente è nato prima lui, e a livello di capacità di calcolo è meno potente rispetto a PixHawk. Si dimostra comunque un’ottima board grazie al software ArduCopter. Diverse informazioni riportare nell’articolo menzionato al punto successivo sono valide anche per APM2.5.
PixHawk – La nostra FCU preferita! Abbiamo scritto un articolo dettagliato che parla di PixHawk e del software Arducopter. Lo trovate qui.
Naza M-V2 – Autopilota prodotto dalla famosa casa DJI, trovate tutte le informazioni sulla pagina prodotto del sito ufficiale.
DJI A2 – Una delle ultime novità della casa DJI, trovate tutte le informazioni sulla pagina prodotto del sito ufficiale.

Il sistema radio

L’argomento “Sistema Radio” è un argomento estremamente vasto. Sicuramente non sarà possibile trattarlo completamente in ogni suo aspetto all’interno di questo articolo. Tuttavia vi introdurremmo agli aspetti più comuni.

TX-RX
Con le sigle TX ed RX vengono indicati la coppia Trasmittente(TX) e Ricevente (RX). Comunemente la ricevente viene posta sul multicottero, e la trasmittente resta in mano al pilota.

E’ però vero che negli ultimi anni la tecnologia si è evoluta rapidamente ed anche se vengono mantenute le diciture TX e RX a volte si tratta di moduli “transceiver” ovvero moduli in grado sia di ricevere che di emettere. In alcuni kit radio è possibile trovare il modulo RX (ricevente) in grado di restituire alcune informazioni utili alla TX del pilota (trasmittente). In questo modo si possono ottenere semplici sistemi telemetrici che riportano sullo schermo della radio del pilota semplici (ma utili) informazioni, come ad esempio il voltaggio della batteria del multicottero.

TX-Trasmittente Radio
TX Trasmittente Radio ProjectEMSTX Trasmittente Radio ProjectEMS
RX-Ricevente Radio
RX Ricevente Radio ProjectEMS
Il numero di canali
A volte viene chiesto: a cosa serve avere più canali? La risposta potrebbe essere “a fare più cose”. Tuttavia ci rendiamo conto che è una risposta vaga.

Se ho a disposizione 5 canali probabilmente quello che farò sarà impartire i comandi principali al mio multicottero, e cambiare le FligthMode (modalità di volo). Con sei canali probabilmente potrei configurare un potenziometro per muovere un asse del gimbal. Con 7 canali potrei dedicarne uno allo “scatto automatico” della fotocamera, etc e così via.

Sperando che l’esempio di prima possa avervi fornito un’idea dell’utilità di più canali, cogliamo l’occasione per consigliare sistemi radio dall’elevato numero di canali. Tuttavia precisiamo che per iniziare, per coloro che assemblano il loro primo multicottero, se si dispone di budget basso, spesso e volentieri 5 canali sono più che sufficienti per comandare il proprio multirotore e cambiare FlightMode (modalità di volo).

Scegliere la prima radio
Se state muovendo i primi passi nel mondo dei multicotteri e volete mantenere bassa la vostra spesa scegliete un qualsiasi sistema radio da 2.4Ghz che possieda almeno 5 canali. Sconsigliamo di partire con 4 canali, in questo modo non avreste alcuna opzione per le FlightMode (modalità di volo). Con 5 canali avrete invece la possibilità di dedicare un canale alla scelta delle FlightMode (modalità di volo).
Se invece il vostro budget è più consistente orientatevi su sistemi radio più professionali, informatevi a fondo navigando su internet e scegliete il vostro sistema radio.
A questo riguardo vi diamo un parere strettamente “personale”, un sistema radio scelto con il giusto criterio può durare diverso tempo. Questo anche grazie al fatto che lo stesso sistema radio spesso può essere montato su diversi modelli di multirotore. Cambiare il modello di multirotore non sempre significa cambiare anche il proprio sistema radio.
Alcune radio che abbiamo utilizzato e vogliamo suggerirvi sono: FrSky Taranis, FlySky i6, FlySky i10.

Il Payload e Peso Massimo al Decollo

Utilizziamo alcune righe per spiegare meglio cosa sono PayLoad e peso massimo al decollo.
Il PayLoad è il carico utile. Il Peso Massimo al Decollo è il peso totale del multirotore con tutti i componenti scelti agganciati ad esso.
Se abbiamo un multirotore che pesa 1KG, ma una volta aggiunto Gimbal e Camera pesa 2KG, possiamo dire che il suo PayLoad è di 1KG. Mentre il suo peso totale al decollo è di 2KG.

PayLoad=Carico utile
Peso Totale al Decollo=Peso totale del multirotore + il Payload. Peso con il quale il multirotore decollerà.

Abbiamo già parlato prima di eliche, motori, etc.
Quando iniziate a progettare un multirotore tenete sempre in considerazione per cosa desiderate usarlo, quale carico utile (PayLoad) desiderate portare in volo e quale sarà il suo Peso Totale al Decollo: in questo modo potrete scegliere correttamente i componenti per il vostro multirotore.

Il sistema FPV

FPV, ovvero First Person View, in Italiano: visuale in prima persona. È un sistema solitamente composto da camera, trasmittente, ricevente e monitor/occhiali.
Abbiamo scritto un tutorial per la creazione di un semplice sistema FPV, vi rimandiamo ad esso.

Inoltre abbiamo pubblicato un video esemplificativo per mostrarne il funzionamento.

eCalc.ch

Nei paragrafi precedenti abbiamo parlato di approssimazioni, ora viene in nostro aiuto eCalc.ch, uno strumento Svizzero utile per calcolare diversi valori riguardanti i multirotori in maniera molto precisa, o meglio con uno scarto del +10/-10% secondo gli autori del software. Guardiamo subito una schermata di esempio e cerchiamo di capire in cosa può esserci di aiuto.
Immagine Esplicativa eCalc ProjectEMS
1)
Questa dicitura indica che stiamo usando la versione full, quella a pagamento.
2)Viene spiegato che non assicurano alcuna garanzia sui dati calcolati. I dati hanno un margine di errore del +/- 10%. Questo significa che durante i test pratici i dati dichiarati da eCalc potrebbero variare di +10% o -%10.
3)Numero di rotori del vostro multicottero. Quadricottero? allora 4. Esacottero? allora 6. ecc.
4)Peso totale al decollo del vostro multirotore.
5)La dicitura seleziona spiega che nella casella precedente stiamo inserendo il peso totale al decollo del multirotore.
6)Capacità della vostra batteria e numero di C.
7)Livello di carica della batteria. Full indica una batteria completamente carica.
8)Configurazione della batteria. Usate delle 3S1P? Usate delle 4S1P? Inserite i dati della batteria che avete intenzione di usare.
9)Capacità in Ampere delle vostre ESC
10)Scegliete tramite gli appositi menù la marca (brand) ed il modello dei motori che intendete usare. eCalc possiede un vasto database di marche (brand) e motori.
11)Inserite i dati riguardanti le eliche (propeller) che intendete usare.
12)Cliccando questo pulsante avviate il calcolo.
13)A calcolo ultimato qui potete vedere i tempi di volo del vostro multirotore. Hover Flight Time è il tempo di volo che il vostro multirotore è in grado di ottenere restando “fermo” in hovering. Nella maggior parte dei prodotti commerciali il tempo di volo dichiarato è proprio quello di hovering.
14)A calcolo ultimato potere vedere i dati riguardanti i vostri motori durante il volo in hovering.
15)A calcolo ultimato potrete vedere la velocità massima raggiungibile dal multirotore.
16)A calcolo ultimato questo parametro spiega se è possibile mantenere in volo il mezzo anche in seguito alla perdita di un rotore. Nella casistica illustrata nello screenshot è possibile.
NB: eCalc “possiede” molti altri parametri. La precedente è un introduzione ad esso. Se vi piace il funzionamento di questo strumento non fermatevi qui: approfondite l’argomento!

Versione  gratuita e versione a pagamento
La differenza tra la versione gratuita e quella a pagamento sono la disponibilità di un più vasto database di componenti per multirotori e la disponibilità di più dati calcolati nella sezione dei risultati del calcolo.
Considerando il costo esiguo del software (circa 6 euro all’anno), il nostro consiglio è quello di acquistare la versione a pagamento se necessitate di uno strumento per aiutarvi nella progettazione del vostro multirotore.

Questo articolo è una ottima base di partenza, ma non contiene tutto ciò che serve per fare di voi dei professionisti del settore. Il nostro consiglio è quello di essere curiosi. Il campo dei multirotori è un campo davvero vasto, ed occuparsi per professione di essi richiede molte conoscenze tecniche. Non smettete di cercare, non smettete di imparare.

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